COS’È POLITICO POETICO

Ci siamo fermati, inaspettatamente, a febbraio 2020.
Ripartiamo con forza dai ragazzi e dalle ragazze delle scuole di II grado del territorio, dagli obiettivi dell’Agenda 2030, dalle sfide per una città e per un mondo migliore, oggi ancor più necessarie di ieri.
Oggi, in piena crisi da pandemia, Politico Poetico ci sembra più importante che mai, anzi è diventato addirittura urgente. Non solo perché l’intera Agenda 2030 è stata sconvolta dalla pandemia e moltissimi obiettivi legati alle disuguaglianze sociali ed economiche e ai diritti fondamentali hanno visto crollare i loro progressi. Non solo perché rischiamo di essere travolti dalle conseguenze di questo terremoto globale.
Ma anche perché la mancanza di prospettive uccide qualunque tipo di possibile visione. E il teatro è il luogo, reale e allegorico, della visione. E della relazione. Anche quando è chiuso.
Per questo Politico Poetico ricomincia, e il teatro saprà adattarsi, come ha sempre fatto, da efficiente mutante qual è, a questo mondo nuovo.
Torniamo, virtualmente, nelle scuole, destinazione maggio 2021.

Politico Poetico è un progetto del Teatro dell’Argine rivolto ai ragazzi e alle ragazze dai 14 ai 20 anni del territorio bolognese.
Politico Poetico è l’occasione per ascoltare la voce delle nuove generazioni su temi cruciali come Ambiente, Lavoro ed Economia, Disuguaglianze, Città e Comunità, Pace e Giustizia.
Politico Poetico è Il Parlamento, migliaia di ore di laboratori, conferenze, serate pubbliche, incontri con esperti, sui temi dell’Agenda 2030.
Politico Poetico è uno, dieci, cento Speakers’ Corners, in piazze piene di giovani con un’idea in testa e un podio su cui raccontarla.
Politico Poetico è Il Labirinto, uno spettacolo immersivo ed esperienziale sulle fragilità legate all’adolescenza. Il Parlamento e Il Labirinto saranno due facce della stessa medaglia: una piazza per ascoltare gli adolescenti che vogliono farsi sentire e un palcoscenico per dar voce a chi non ne ha.
Politico Poetico è pensare globale e agire locale. 
Politico Poetico è un nuovo patto tra teatro, adolescenti e città.

 

Una lettera per cominciare

Da 25 anni lavoriamo con gli adolescenti.
Abbiamo costruito teatro pensando a loro, per loro, con loro.

Abbiamo visto quanto può essere potente a quell’età il farlo fare, oltre che il farlo vedere. Quanto possa essere esercizio di convivenza, di ascolto, di lavoro condiviso, ma anche di come sia capace di mettere a valore le differenze, comprendere le unicità, mettersi al servizio di chi si sente diverso, fuori dal coro.

 Da 25 anni lavoriamo sul territorio.
Volendo essere precisi nel territorio, col territorio, per il territorio.
Siamo andati in giro per il mondo a imparare e siamo tornati per seminare.
Abbiamo pensato globale e agito locale.

In questi anni il teatro ci è servito spesso per esplorare e mettere in connessione questi due mondi, magari attraverso percorsi di bellezza partecipata, come abbiamo sempre amato definirli.
Le Parole e la Città (Vincitore premio Nico Garrone 2015 e Finalista Premio Ubu 2015) e Futuri Maestri (Medaglia del Presidente della Repubblica, Vincitore del Premio ANCT 2017, Vincitore Eolo Award 2018, Finalista premio Rete Critica 2017, Finalista Premio Ubu 2017) ne sono stati gli esiti più riusciti.
Ma nell’essere fieri di quello che abbiamo costruito, sentiamo comunque il bisogno di andare oltre ed esplorare nuove direzioni.
Ci sembra che ci sia ancora tanto da fare e da scoprire, che siano ancora molti i modi con cui possiamo declinare gli strumenti del nostro mestiere di teatranti creando nuove pratiche efficaci e di senso.
Si tratta solo di uscire dalla zona di comfort e di immergerci nel non scontato, nell’ignoto, alla ricerca di una nuova relazione, di un nuovo patto tra teatro, città e nuove generazioni.
Partiamo per questa ricerca, lasciando ai ragazzi il compito di guidarci e tenendo per noi il compito di ascoltare, facilitare, mediare e documentare.

Due i percorsi principali che creeremo: un laboratorio di cittadinanza attiva, organizzato in decine di tavoli tematici, che vedrà protagonisti centinaia di ragazzi e ragazze, e uno spettacolo teatrale, che proverà a comprendere e dare voce a un’altra adolescenza, quella che nelle nostre città è più fragile e nascosta.

Il Parlamento sarà il titolo del primo percorso.
Il Labirinto sarà il titolo del secondo.
Creare fili di senso tra le due azioni sarà il nostro obiettivo.
Creare un modello replicabile in altri territori con altri ragazzi e ragazze, la nostra sfida.

 Compagnia Teatro dell’Argine

P.S. Questo scrivevamo nel settembre 2019, prima che tutto succedesse. Prima che l’anno 2019 desse il nome a un nuovo coronavirus, prima che il 2020 diventasse l’annus horribilis della nostra storia recente, personale e collettiva.
Ora, mentre scriviamo, nel novembre 2020, siamo ancora in piena crisi da pandemia e Politico Poetico ci sembra più importante che mai, anzi è diventato addirittura urgente.
Non solo perché l’intera Agenda 2030 è stata sconvolta dalla pandemia e moltissimi obiettivi legati alle disuguaglianze sociali ed economiche e ai diritti fondamentali hanno visto crollare i loro progressi.
Non solo perché intere generazioni di adolescenti e giovani sono coinvolte in questo crollo e severe saranno le conseguenze di questo terremoto globale.
Ma anche perché la mancanza di prospettive uccide qualunque tipo di possibile visione. E il teatro è il luogo, reale e allegorico, della visione. E della relazione. Anche quando è chiuso.
Per questo Politico Poetico ricomincia, e il teatro saprà adattarsi, come ha sempre fatto, da efficiente mutante qual è, a questo mondo nuovo.